Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2020

Barchette di melanzane con tonno....calde o fredde

Suggerimenti di fine serata .....dalle cucine di Silvia Palleschi                                Occorrono:   4 Melanzane. 300gr. Tonno sott'olio. 1 Cucchiao di capperi. 1 spicchio d'aglio. 3/4 Cucchiai di Passata di pomodoro. Foglie di Basilico. Olio e.v. 20g.di Pangrattato. Sale q.b. (per 4 persone) Preparazione: Tagliare le melanzane a metà e bollirle. Scolarle e farle raffreddare. Scavare la polpa senza danneggiare la buccia. Far dorare l'aglio, unire la polpa di melanzane, cuocere per 10 minuti aggiungendo la passata di pomodoro e il sale. Aggiungere capperi e tonno, amalgamare a fuoco spento. Mettere le barchette di melanzane in una pirofila con un po' d'olio e farcitele con il composto.  Cospargerle in superficie con il pangrattato. Cuocere con forno statico a 180 gradi per 20 minuti. Sfornare le barchette e servirle con un filo d'olio crudo. Decorare  con una foglia di basilico ciascuna barchetta. Le barchette

Coronavirus....Tucidide, niente di nuovo sotto il sole

5 milioni e 500 mila casi di Coronavirus nel mondo, 332.000 i morti, 100.000 solo in America, falcidiata l'America Latina con 70.000 e più contagi, 230.000 in  un 'Italia che si sta rialzando, ... le cifre di questa pandemia fanno paura. Eppure un bellissimo scritto di Tucidide, lo storico e letterato nato ad Atene tra il 460 e il 455 a.c nella sua opera "La guerra del Pelopponeso" racconta la Peste di Atene con una forza letteraria e umana straordinaria e la mente e l'animo non possono non correre ai giorni che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo con il Coronavirus. Il brano è stato pubblicato alcuni anni fa dalla Fondazione Alessandra Graziottin (ricordo molto bene la dottoressa, ginecologa  e i suoi profondi, interessanti interventi ad "UnoMattina" negli anni in cui lavoravo al programma)  e segnalatomi dalla sempre attenta amica Elena Pongiglione. Mi sembra interessante proporre il brano per la sua terribile bellezza descrittiva e la profonda filo

Favolacce

" Favolacce" è una "storiaccia" raccontata alla grande dai fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo, meritatissimo Orso d'argento per la sceneggiatura, allo scorso Festival di Berlino.  Nella periferia romana si muovono famiglie, personaggi stretti da un disagio che si compirà nel dramma finale. Adulti incapaci di essere adulti, genitori che svolgono il loro ruolo fra brutture , sopraffazioni sui figli, bambini che non riescono a crescere godendo della loro infanzia , ma respirando la vita attraverso le miserie umane dei propri genitori. In alcuni momenti  tanto malessere arriva a disturbarti, ma poi entra dentro di te un film che è "cinema" e pazienza che il racconto non è solare, ottimista, va visto perchè i fratelli D'Innocenzo non inventano, raccontano qualcosa che esiste: la mediocrità, l'incapacità a svolgere il proprio ruolo, in questo caso di genitori. Un Elio Germano che si conferma un grandissimo attore nel disegnare la figura di un

Si ricomincia da......Cronaca di un inizio

Si ricomincia da Villa Pamphili , l'incontro inaspettato, carico di gioia, con un amico di sempre, Fabio Falzone (conduttore di Effetto Notte su TV2000, imperdibile programma di cinema)   mi fa riassaporare la profondità e la complicità dell'amicizia vera, mai persa. Ci addentriamo, insieme a Michelangelo, nuovo, piacevolissimo incontro, fra sentieri, profumi e alberi del parco riaperto alla vita, camminare insieme fra  chiacchiere e "ciacole" riapre anche noi dopo il  lockdown,  e il raccontarci ha il sapore e il gusto del gioco. I giorni seguenti decido di scendere a "valle ", nel Centro Storico non lontano da casa mia, a Monteverde.  Roma con le sue bellezze ha aspettato...ed ora vuole che la vita torni, sembra quasi ci voglia spronare: " ci sono quà io...forza e coraggio!" Si perchè noi un pò timorosi lo siamo....E' successo tutto così all'improvviso abbiamo dovuto ( giustamente) chiuderci in casa, ed ora ...i primi passi carichi di vo

I Miserabili

"I Miserabili", opera prima del regista francese Ladj Ly,  classe 1978, è un film avvincente, l'ottima regia ed il montaggio incalzante fanno seguire il racconto dalla prima all'ultima inquadratura con il fiato in gola. L'ho visto su MioCinema, la piattaforma digitale, dove è disponibile da oggi 18 maggio, doveva uscire a marzo nelle sale, purtroppo il Coronavirus ha bloccato il cinema. In attesa della riapertura delle sale cinematografiche il 15 giugno, grazie all'ottima iniziativa della Lucky Red , la casa di produzione e distribuzione di Andrea Occhipinti , il buon cinema, il cinema d'autore, entra nelle nostre case.  Girato a Montfermiel, la stessa  periferia di Parigi  dove Victor Hugo ha ambientato i suoi "Miserabili", racconta una lotta fra bande rivali, ragazzini, uomini appartenenti a diverse religioni dove si muove una squadra di poliziotti, pronti a sconfiggere il crimine ad ogni costo. La violenza delle bande , ma anche della squadra

Polpette di melanzane....calde o fredde

Cucina estiva..... Occorrono: 3 Melanzane tonde.  1 Uovo. 200 gr. di pangrattato.  2/3 cucchiai di farina. 1/2 bicchiere di vino. 1 cipolla. sale q.b. olio e.v.  ( per 4 persone ) Preparazione: Sbucciare le melanzane, tagliarle in quattro pezzi e bollirle nell'acqua salata. Quando sono cotte scolarle e farle raffreddare. Strizzarle bene per eliminare tutta l'acqua. Metterle in una terrina con l'uovo, il pangrattato e la farina. Mescolare il tutto, e aggiungere eventualmente pangrattato e farina se il composto vi sembra  acquoso. Comporre le polpette di grandezza media. Mettere del pangrattato in un piatto e passarvi le polpette. Soffriggere con poco olio la cipolla in una padella. Aggiungere le polpette e cuocerle fino a doratura, girandole da entrambi le parti Sfumarle con il vino, preferibilmente bianco, e servirle.   Le polpette di melanzane possono essere mangiate calde o fredde, soprattutto d'estate, e accompagnate da un'insalat

Bebe Vio.... Dietro le quinte di "Uno Mattina Storie vere"

Ho conosciuto Bebe Vio, schermitrice, campionessa paralimpica di fioretto, nel 2012, in occasione di un'intervista per "Unomattina Storie Vere". Bebe si stava allenando nella palestra dell'Acqua Acetosa, a Roma, era in carrozzella, nel 2008 l'aveva colpita la terribile malattia, meningite, per salvarla i medici erano stati costretti ad amputarle le gambe e gli avambracci. La forza con cui affondava la sua "arma", nonostante le protesi, mi colpì subito. Mi avvicinai, sapevo che l'intervista non sarebbe stata facile, Bebe aveva allora 14 anni, stava per compierne quindici, e lottava con una cosa più grande di lei, ma possedeva una determinazione e un coraggio rari in un'adolescente. Lo sguardo di Bebe non lo dimentichi. Mi guardò, anzi mi scrutò con i suoi bellissimi occhi chiari, voleva capire chi ero, sembrava voler prendere le misure, decidere se "affidarsi". Adesso è una campionessa famosa e brava a districarsi nelle interviste, allor

Il Parco "liberato"....la bambina dai capelli rossi

E' aperto? Si è aperto...il grande cancello di Villa Pamphili si spalanca sul viale circondato dal verde, con gli alberi stagliati ai lati e il profumo dell'erba alta che ti avvolge quasi a stordirti. Entro, quasi timorosa di poter riprendere, passo dopo passo, la mia camminata veloce. Man mano che mi addentro nel parco riprendo forza e sicurezza. La quarantena è stata lunga e sacrificata, speriamo che vada tutto bene e che riusciamo a riacquistare tutte le libertà perse, non è finita ancora.... Il parco è carico di bambini felici, scorazzano, corrono, si divertono anche se l'area giochi è ancora preclusa ( giustamente). Le persone camminano quasi incredule del pezzetto di libertà riconquistata, sono ligie, non ci sono assembramenti. Le papere salutano...sembrano felici di rivedere il parco rivivere . Continuo la camminata, l'aria, i profumi, mi entrano nei polmoni come un rito liberatorio.. Una bambina con i capelli rossi, il sole fa dei giochi di luce straordinari f

Una bracciata per la vittoria

Ho visto qualche giorno fa su Tv2000, che in questo periodo sta facendo un'ottima programmazione di cinema sollevandoci un pò dal Coronavirus, il film "Una bracciata per la vittoria" del regista australiano Russel Mulcahy, con uno straordinario Geoffrey Rush. Il film racconta la vera storia di Tony Fingleton, Jesse Spencer, il campione di nuoto australiano che ha vinto la medaglia d'argento nel 1962  dell'Impero britannico e dei giochi del Commonwealth. L'intreccio familiare, il difficile rapporto con il padre alcolizzato e violento che lo spinge sulla strada del nuoto insieme al fratello John, instillando nei due fratelli, uniti e complici, una insana competitività, una umanissima figura della madre, l'ottima JudyDavis, (stretta collaboratrice di Woody Allen, candidata al Premio Oscar per "Passaggio in India") vessata dalle violenze del padre, che cerca comunque di avvolgere i figli con il suo amore materno, creano una storia complessa ed aff