L'aria è calda in questa serata di fine giugno a Roma. Ma il venticello romano si fa sentire mentre raggiungo il cancello di Villa Pamphili, a Via Vitellia. Aspetto un amico, un carissimo amico, con il quale dividere chiacchiere e pensieri è sempre un arricchimento e un nutrimento per l'anima. Mi piace sentire il profumo della Villa. E' particolare: sembra sempre di sentire qualcosa di marino mischiato agli alberi, ai pini.. Supero il cancello e rallento, sono qualche minuto in anticipo. Una bambina mi "investe" con il suo triciclo. Mette i piedini con dei sandaletti rosa sbrilluccicanti a terra e mi guarda, quasi timorosa. " Scusa" sussurra abbassando il visetto. Le sorrido e mi accuccio vicino a lei: " Hai un triciclo veramente bello" le dico " e lo guidi davvero bene..." Rassicurata mi sorride. Certo non ha più di 4 anni. I pantaloncini rosa con la canottiera uguale sembrano renderla ancora più uno "scricciolo", gli occhi...
Ieri, 22 giugno, mi scrive Don Palmiro Prisutto, già parroco della Chiesa Madre di Augusta, Arciprete, ora Rettore del Santuario dell'Adonai, noto per le sue battaglie ambientaliste e per le continue denunce dei danni alla salute provocati dall'inquinamento del Petrolchimico nel triangolo Augusta, Priolo, Melilli: "Siamo a Priolo", dice il messaggio. Poche parole e il dramma dell'inquinamento torna, anzi non ha mai smesso di esistere. Don Palmiro e i partecipanti alla protesta si muovono fra i manifesti stesi per terra. Colorati, disegnati da mani sapienti, incitano alla vita, non alla morte: "Ora basta! Priolo alza la voce", "Melilli grida: vogliamo un futuro non un funerale" "La nostra salute viene prima del vostro profitto!"..."Priolo respira" ..."Priolo uniti per la vita".... Quello del "Comitato stop veleni", sembra urlare steso sull'asfalto bollente: "...Bonifiche subito..!" La sago...