Passa ai contenuti principali

Sassi....

Camminare sul bagno asciuga, sentire le onde che accarezzano la spiaggia e poi si ritraggono, in un eterno movimento.
Raccogliere i sassi in riva al mare, scegliere quelli più lisci e piatti, sentirli levigati sotto le dita, riporli in un cestino.
A Porto Recanati, è uno dei passatempi preferiti di Livia De Sio, amica carissima, è stata un validissimo medico oncologo all'ospedale di Roma S. Filippo Neri, ed ora, in vacanza, passeggia con la nipotina Aurora, alla ricerca di piccoli pezzetti di felicità.
Quei sassi hanno una destinazione precisa.
Vengono consegnati a suo marito Mario Serra, valente Dirigente di Società per le Opere Pubbliche, ora in pensione, insignito a soli 41 anni del titolo di Commendatore da Oscar Luigi Scalfaro, il compito di quei sassi è far emergere la sua anima artistica: quei sassi diventano persone, uccelli, bicchieri, addirittura bollicine di champagne e un gatto.
Colpisce nel quadretto di Mario l'armonia e la semplicità della felicità.
Le due "persone" che brindano seduti in una panchina realizzata con pezzi di corteccia, guardando il mare hanno un movimento del "corpo", con la testa leggermente ripiegata, che trasmette serenità.
A volte siamo noi che complichiamo la ricerca della felicità, non solo fattori esterni che, purtroppo, a volte  possono condizionare la nostra vita. Scegliamo strade complicate.
Non sappiamo riconoscerla quando è vicina, non riusciamo a capire che basta allungare la mano per coglierla.
La spiaggia fatta di sassolini, gli uccellini, con il becco e  le zampette sempre di corteccia poggiati su un albero, riempiono il quadro che si conclude con il mare dipinto e due frasi:
" Avere un posto dove andare è casa"
"Avere qualcuno da amare si chiama famiglia"
E' la semplicità di Livia e Mario, quella che li ha accompagnati quando erano a capo di lavori che richiedevano attenzione, intelligenza, responsabilità.
Quella che li accompagna adesso.






 



Commenti

Post popolari in questo blog

Alla riscoperta del grande cinema a Fregene : la casa di Federico Fellini

  Percorriamo in bicicletta, Monica ed io, i vialetti di Fregene, alla ricerca della casa di Federico Fellini e Giulietta Masina, in Via Portovenere. Eccola! C'è un pò di emozione in noi, perchè tutto quello che riguarda il grande Maestro emoziona ed immaginare che, in un periodo della sua vita, abbia vissuto in questa casa, passeggiato nel giardino, pensato i suoi magici film, creato i suoi disegni ci fa muovere quasi con circospezione al di là del cancello, come se il Maestro fosse ancora lì e noi lo potessimo disturbare. Federico Fellini e Giulietta Masina misero su questa casa nel 1961, come racconta la stessa Masina a Costanzo Costantini. La grande coppia si innamorò di Fregene verso la fine degli anni cinquanta e decisero di comprarsi la casa dove trascorsero periodi sempre più lunghi. Diventata troppo piccola, perchè "affollata" dai moltissimi amici del mondo del cinema, nel 1966, comprarono un terreno dove costruirono una grande villa a due piani a Via Volosca 1...

La madonna delle Scarpette

 A Napoli è una storia molto amata, ma si è diffusa rapidamente  oltre i confini napoletani. La Madonna delle Scarpette si trova nella Basilica dell'Annunziata a Napoli, liberata dai pali di ferro che la ostruivano per alcuni lavori necessari, è di nuovo baciata dal sole che entra direttamente dalla cupola ed è tornato a posarsi sul suo viso. Non si sa se sia un miracolo o una leggenda la storia della Madonnina, certo ci ha creduto Suor Maura. Mi è capitato di incontrarla per "Uno Mattina " la storica trasmissione di Rai 1, all'interno di un servizio sull'Annunziata, vecchiarella, incurvata su stessa, tanto da diventare piccolissima, con un filo di voce raccontava che le scarpette si consumavano perchè la Madonna andava a visitare, di notte,  i bisognosi e soprattutto gli orfanelli.  L'Annunziata è famosa per la "ruota degli esposti". Lì venivano abbandonati i bambini che non potevano essere cresciuti dalle mamme in difficoltà e lì venivano curati da...

La storia di Gilda

 Gilda ha 81 anni ed è imbattibile nel fare le parole crociate, non ne sbaglia una ed è velocissima. E' stata una bella signora e lo è ancora nonostante sia devastata da una depressione unita ad una demenza senile. Amava soprattutto insegnare, era la sua passione : italiano, latino, greco, storia, geografia in un liceo romano, poi si è sposata con un diplomatico e si è trasferita a Bruxelles. Dopo un anno e mezzo circa il suo amore per l'insegnamento l'ha portata di nuovo a farlo, questa volta insegnando privatamente agli stranieri, era diverso certo, ma riuscì a stabilire un bellissimo rapporto con i suoi studenti  Ha avuto due figlie Cristiana e Valeria e poi, come in molti rapporti, è arrivata la crisi e la rottura. Il primo grande trauma. Gilda torna a Roma, dopo qualche tempo si rifà una vita con Giuseppe, che diventa il suo compagno e con lui va a vivere a Firenze. Quando Giuseppe muore, Gilda non regge il dolore e il trauma, comincia il declino. Ha un incidente d...