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Una serata romana a Villa Pamphili

L'aria è calda in questa serata di fine giugno a Roma.
Ma il venticello romano si fa sentire mentre raggiungo il cancello di Villa Pamphili, a Via Vitellia.
Aspetto un amico, un carissimo amico, con il quale dividere chiacchiere e pensieri è sempre un arricchimento e un nutrimento per l'anima.
Mi piace sentire il profumo della Villa. E' particolare: sembra sempre di sentire qualcosa di marino mischiato agli alberi, ai pini..
Supero il cancello e rallento, sono qualche minuto in anticipo.
Una bambina mi "investe" con il suo triciclo.
Mette i piedini con dei sandaletti rosa sbrilluccicanti a terra e mi guarda, quasi timorosa.
" Scusa" sussurra abbassando il visetto.
Le sorrido e mi accuccio vicino a lei: " Hai un triciclo veramente bello" le dico " e lo guidi davvero bene..."
Rassicurata mi sorride.
Certo non ha più di 4 anni.
I pantaloncini rosa con la canottiera uguale sembrano renderla ancora più uno "scricciolo", gli occhi grandi e scuri creano un distacco con i capelli biondissimi e la carnagione già dorata dal sole, la rende davvero molto bella.
Mi chiede: "Ma tu sai andare in bicicletta?"
"Sì e mi piace ...ma non so se sono brava come te..."
"Vabbè, allora ti insegno ..." il sorriso è davvero irresistibile.
"Ok, le dico, una volta ci incontriamo e mi dici come si fa...."
A giudicare dall'espressione del viso l'idea le piace molto.
La mamma intanto si è avvicinata, ci sorridiamo e le due si allontanano.
La bambina si volta e mi saluta con la mano.
Mi avvicino al cancello, il mio amico è arrivato e mi saluta anche lui con la mano.
Dolcezze che si incontrano.
Ci incamminiamo verso il ristorante il "Vivi", incastonato nel verde, sembra già sorriderci con le sue luci che contrastano la sera che sta calando.
Troviamo il tavolo assegnatoci e subito il parlare diventa fitto, le ordinazioni vengono fatte rapidamente, perchè le chiacchiere, quelle che si creano solo con gli Amici veri, che ti possono chiedere qualsiasi cosa e ai quali puoi dire qualsiasi cosa perchè sai che non ci sono travisamenti, ma solo voglia di raccontarsi, non possono aspettare.
Con Fabio Falzone è così.
Autore e conduttore sempre più bravo della trasmissione di cinema di Tv 2000 " Effetto Notte" che ha portato in breve tempo al successo, ci siamo conosciuti al Festival del Cinema di Venezia, dove mi trovavo per Rai Uno, e la passione per il cinema ha fatto nascere la nostra amicizia che, con il trascorre del tempo, è diventata sempre più preziosa.
Si parla, si parla cercando di superare le voci dei bambini del tavolo accanto, che, si sa, è nella loro natura fare confusione con l'allegria che li contraddistingue.
Le ordinazioni vengono portate con gentilezza e "spolverate" in breve tempo.
Sono buone, aggiungono valore alla serata.
Si toccano argomenti anche un pò complicati, ma la sincerità che ci contraddistingue, l'Amicizia vera, quella che non permette veli, ma avvicinamento dell'anima, toglie le nubi e rende leggero il parlare.
Ci si diverte.
L'ironia di Fabio è sempre presente.
Il venticello allontana il caldo, la serata è ricca di spunti.
Riprendere la via di casa non è malinconico, perchè sappiamo che la nostra amicizia ci accompagna sempre.
La notte, ormai scesa, rende quasi misteriosi gli odori e i passi che si avvicinano all'uscita.
Passi leggeri, come dovrebbero essere i passi che accompagnano la vita.
Mi torna in mente la bambina, chissà cosa sta sognando.




 


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