Passa ai contenuti principali

Si parla di Peppino di Capri..... a Villa Pamphili

Il caldo è intenso, ma verso sera mi azzardo nella camminata a Villa Pamphili, c'è un inaspettato venticello che mia aiuta e stare in mezzo agli alberi è sempre un sollievo per il fisico e l'anima.
A metà percorso mi fermo per una pausa, papere e cigni del laghetto sembrano incuranti del calore, sguazzano, nuotano, non perdono la voglia di giocare.
Mentre li osservo si avvicina alla panchina una signora elegante nel suo capellino di paglia con dei fiori intorno che le rallegrano il viso: rivela una bellezza non trascorsa e viva ancora nello sguardo, ha un portamento nobile, stretta nel vestito bianco con una cinta colorata che la stringe in vita e che richiama i fiori del capello.
Potrà avere una settantina d'anni.
Mi chiede gentilmente se può sedersi accanto a me sulla panchina.
Le sorrido: "Certamente".
Due ragazze ci passano accanto, le loro magliette scollate rivelano la bellezza dei loro anni, avranno superato da poco i trenta.
Una si volta verso l'altra:
"Sai che mia madre si è messa a piangere quando ha saputo che Peppino di Capri è morto?...mi ha fatto sentire le sue canzoni... sono belle, mi è piaciuta molto "il sognatore"...."
"Non le conosco bene " risponde l'altra " le ho sentite in televisione ...anche a me, pero', sono piaciute".
La prima, che aveva intavolato il discorso, traffica con il telefonino e si sentono le note de "il sognatore":
" son diventato un sognatore per sentirmi meno solo..."
Le due canticchiandole si allontanano prendendosi per mano e dondolando le braccia, sognano anche loro.
La signora seduta accanto non può fare a meno di dirmi: " sa che anche a me è dispiaciuto molto quando Peppino se ne è andato..." dice Peppino con un tono  affettuoso, come se fosse una persona di famiglia continua: "Champagne" è stata la canzone della mia vita, le piace?"
"Molto" e aggiungo " mi vien da pensare alla bellezza di una generazione per la quale lasciarsi non era come adesso, a volte, il preludio di un dramma, di un femminicidio, ma il dolore per un amore finito si affogava in una coppa di champagne....Credo che il vero amore sia questo....bellissima canzone...."
 Sorride " Sa, io e mio marito ci siamo innamorati con "Luna caprese" ...un amore durato 50 anni..." sospira, ma l'intensità di quell'amore si sente ancora, gli occhi le diventano lucidi, non continua il racconto per discrezione, ma non c'e' bisogno di aggiungere altro.
Si alza: " Grazie per le sue parole...sono stata contenta di averla incontrata. Peppino di Capri continua a portare dolcezza e serenità..."
Le sorrido e la ringrazio a mia volta, sembra di sentire le canzoni di Peppino di Capri che addolciscono il calore ancora intenso di Villa Pamphili.
La signora si allontana, sembra danzare.
Immenso Peppino di Capri.







Commenti

Post popolari in questo blog

Alla riscoperta del grande cinema a Fregene : la casa di Federico Fellini

  Percorriamo in bicicletta, Monica ed io, i vialetti di Fregene, alla ricerca della casa di Federico Fellini e Giulietta Masina, in Via Portovenere. Eccola! C'è un pò di emozione in noi, perchè tutto quello che riguarda il grande Maestro emoziona ed immaginare che, in un periodo della sua vita, abbia vissuto in questa casa, passeggiato nel giardino, pensato i suoi magici film, creato i suoi disegni ci fa muovere quasi con circospezione al di là del cancello, come se il Maestro fosse ancora lì e noi lo potessimo disturbare. Federico Fellini e Giulietta Masina misero su questa casa nel 1961, come racconta la stessa Masina a Costanzo Costantini. La grande coppia si innamorò di Fregene verso la fine degli anni cinquanta e decisero di comprarsi la casa dove trascorsero periodi sempre più lunghi. Diventata troppo piccola, perchè "affollata" dai moltissimi amici del mondo del cinema, nel 1966, comprarono un terreno dove costruirono una grande villa a due piani a Via Volosca 1...

BUONA SANITA': cronaca di un intervento chirurgico all'Ospedale Sant'Eugenio

Arrivo all'ospedale Sant'Eugenio di Roma con un po' di timore perché quando si entra negli ospedali non si sa mai quello che si può trovare, troppi episodi di malasanità ci hanno messo sul chi va là ed invece...Mi hanno chiamata per fare le analisi in vista di un intervento all'occhio ( cataratta). Puntuale alle 7.20 ( mi avevano detto 7,30) sono davanti alla stanza 12 del Reparto Oculistica diretto dal Prof. Romolo Appoloni. In un corridoio si aprono le stanze dove veloci e professionali infermiere ti chiamano, dopo averti dato l'apposito numeretto, per il prelievo del sangue, l'elettrocardiogramma e la visita oculistica. Mentre un paziente fa il prelievo, un altro esegue l'elettrocardiogramma e un altro ancora la visita oculistica. Tutto si svolge all'insegna dell'ordine e dell'organizzazione. Alle 8 ero fuori dall'ospedale notando come questa efficienza avesse trasmesso tranquillità, non solo a me, ma a tutti i pazienti, che comunque dov...

Matteo: un giovane "reporter"

Matteo Iacopini ha 15 anni, negli occhi la luce di un'intelligenza vivace, ma anche i barlumi di una fanciullezza appena lasciata : scuri e vivaci, scrutano l'intervistato, pronto ad ascoltare e, se è il caso, a ribattere. Sì perchè Matteo ha una passione, intervistare, raccontare: vuole essere un reporter. Ha cominciato per gioco a 13 anni,  andando con gli amici a Ponte Milvio, anzi a Ponte " Mollo" come lo chiama lui e i "vecchi" romani, quelli proprio "de Roma" e facendo le sue prime interviste. E adesso " per Matteo è diventato un lavoro" mi racconta il padre, l'Avvocato Luca Iacopini, da lui Matteo ha ereditato l'acutezza e la rapidità, ma sicuramente anche la mamma Valentina Temperini ha messo del suo in un figlio così "speciale". Studia, ma quel correre a cercare le curiosità, i pareri dei suoi coetanei  e dei passanti sui più diversi argomenti è diventata la parte centrale della sua vita, Matteo si considera un ...