Passa ai contenuti principali

Matteo: un giovane "reporter"

Matteo Iacopini ha 15 anni, negli occhi la luce di un'intelligenza vivace, ma anche i barlumi di una fanciullezza appena lasciata : scuri e vivaci, scrutano l'intervistato, pronto ad ascoltare e, se è il caso, a ribattere.
Sì perchè Matteo ha una passione, intervistare, raccontare: vuole essere un reporter.
Ha cominciato per gioco a 13 anni,  andando con gli amici a Ponte Milvio, anzi a Ponte " Mollo" come lo chiama lui e i "vecchi" romani, quelli proprio "de Roma" e facendo le sue prime interviste.
E adesso " per Matteo è diventato un lavoro" mi racconta il padre, l'Avvocato Luca Iacopini, da lui Matteo ha ereditato l'acutezza e la rapidità, ma sicuramente anche la mamma Valentina Temperini ha messo del suo in un figlio così "speciale".
Studia, ma quel correre a cercare le curiosità, i pareri dei suoi coetanei  e dei passanti sui più diversi argomenti è diventata la parte centrale della sua vita, Matteo si considera un lavoratore più che uno studente.
Diventato in poco tempo un  bravo " videomaker", realizza servizi per il canale youtube "ScuolaZoo", che conta circa 5 milioni di followers, occupandosi della nota community anche come content creator.
Ma quello che colpisce nelle interviste di Matteo è un certo modo di guardare l'intervistato, con un'innocenza non persa ( merito di mamma e papà Iacopini?) anche quando gli argomenti, vista la sua età, a volte sono più " leggeri", ad esempio : " Come combattono il sudore le ragazze?"
Anche i più "grandi" e riottosi si riconciliano con i social, visto il buon uso che ne fa il talentuoso giovane: fa ridere, ma anche pensare.
Matteo ha realizzato anche dei veri e propri "reportage" come quello dedicato, qualche mese fa,  all'occupazione del noto Liceo Giulio Cesare, a Roma, insieme a Giovanni Ferrante sempre per "Scuola Zoo".
" Cosa si fa in un liceo occupato? " si chiede Matteo e lo spiega con testimonianze, interviste a studenti, Rappresentanti di Istituto, ma vengono chiamati in causa  anche esperti, un sociologo, Roberto Latella, un avvocato, Corrado Ricupero, che spiega cosa rischia chi occupa ed è riuscito anche ad intervistare una  Professoressa, Francesca Venna, contraria all'occupazione. 
Insomma un'inchiesta a tutto tondo. 
E ancora Matteo, con i ricci neri un pò scomposti, cappello in testa, d'estate bermuda e maglietta, d'inverno la felpa, microfono in mano, corre per la città.....
Corre, corre.....
Parla di scuole dove piove dentro, conta i " ponti", che ci sono in un anno scolastico così ambiti dagli studenti, con la sua aria un pò buffa, ma un rigore di fondo, intervista gli studenti all'uscita degli esami di maturità...
Matteo non si ferma, continua a correre...a fermare per strada i passanti, a incuriosirsi, a chiedere....
Chissà cosa diventerà da "grande" Matteo: un giornalista di punta?
Le qualità le ha .....se mantiene la sua "purezza" è fatta: la passione è vincente, ed è quella che rende grandi.



Commenti

Post popolari in questo blog

Alla riscoperta del grande cinema a Fregene : la casa di Federico Fellini

  Percorriamo in bicicletta, Monica ed io, i vialetti di Fregene, alla ricerca della casa di Federico Fellini e Giulietta Masina, in Via Portovenere. Eccola! C'è un pò di emozione in noi, perchè tutto quello che riguarda il grande Maestro emoziona ed immaginare che, in un periodo della sua vita, abbia vissuto in questa casa, passeggiato nel giardino, pensato i suoi magici film, creato i suoi disegni ci fa muovere quasi con circospezione al di là del cancello, come se il Maestro fosse ancora lì e noi lo potessimo disturbare. Federico Fellini e Giulietta Masina misero su questa casa nel 1961, come racconta la stessa Masina a Costanzo Costantini. La grande coppia si innamorò di Fregene verso la fine degli anni cinquanta e decisero di comprarsi la casa dove trascorsero periodi sempre più lunghi. Diventata troppo piccola, perchè "affollata" dai moltissimi amici del mondo del cinema, nel 1966, comprarono un terreno dove costruirono una grande villa a due piani a Via Volosca 1...

Un tuffo...in un Presidio della Comunità di S. Egidio

Mi telefona una carissima amica, la dott.ssa Livia De Sio, straordinario medico oncologo dell'Ospedale S. Filippo Neri, di Roma, curò mia mamma con una speciale competenza e sensibilità, ora in pensione, ma non le è passato il desiderio di dare agli altri.: " Ci vediamo più tardi, passo prima al S. Egidio e poi da te....oppure se vuoi passo prima da te..." mi dice. Decido di accompagnarla, mi aveva incuriosito questo suo andare sempre con gioia a S. Egidio, anche fra mille impegni... Entrando nel Presidio della Comunità di S. Egidio, il Magazzino Farmaceutico di Via Barisano da Trani, a Roma, ti accolgono le pareti coperte di medicinali, un tavolo tondo dove siedono persone intente a catalogare e controllare scatole di medicine, a riempire schede, a sinistra una stanza con persone concentratissime al computer, sulla destra un corridoio ed altre stanze stipate con materiale medico. Le scatole partiranno per i vari Centri del S. Egidio di Roma, e anche all'estero, in Uc...

La madonna delle Scarpette

 A Napoli è una storia molto amata, ma si è diffusa rapidamente  oltre i confini napoletani. La Madonna delle Scarpette si trova nella Basilica dell'Annunziata a Napoli, liberata dai pali di ferro che la ostruivano per alcuni lavori necessari, è di nuovo baciata dal sole che entra direttamente dalla cupola ed è tornato a posarsi sul suo viso. Non si sa se sia un miracolo o una leggenda la storia della Madonnina, certo ci ha creduto Suor Maura. Mi è capitato di incontrarla per "Uno Mattina " la storica trasmissione di Rai 1, all'interno di un servizio sull'Annunziata, vecchiarella, incurvata su stessa, tanto da diventare piccolissima, con un filo di voce raccontava che le scarpette si consumavano perchè la Madonna andava a visitare, di notte,  i bisognosi e soprattutto gli orfanelli.  L'Annunziata è famosa per la "ruota degli esposti". Lì venivano abbandonati i bambini che non potevano essere cresciuti dalle mamme in difficoltà e lì venivano curati da...