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"La Rai che ho vissuto- Diario di un (tele)cronista"

 "La Rai che ho vissuto- Diario di un (tele)cronista" il bel libro di Piero Badaloni, giornalista, inviato della Rai, conduttore, scrittore, edito da Le Piccole Pagine, racconta la Rai, ma non solo, racconta un mondo, un'Italia, un modo di essere, di vivere il giornalismo.
Professionalità, generosità, gratitudine, capacità di credere in una Rai come servizio pubblico, saltano agli occhi del lettore e lo accompagnano nella lettura.
Professionalità indiscussa di Piero Badaloni, entrato in Rai nel 1971, Presidente della regione Lazio dal 1995 al 2000, di nuovo in Rai, corrispondente da Parigi, Bruxelles, Berlino, Madrid.
Generosità per la passione del mestiere: guardare, raccontare, affrontare situazioni complicate e a volte pericolose. 
Gratitudine, una parola quasi dimenticata, ma non da Piero Badaloni: "....sono stati per me importanti punti di riferimento, umano e professionale Emmanuele Milano, Emilio Rossi, Brando Giordani e Albino Longhi, ai quali dedico questo lavoro".
Emmanuele Milano, competente  Direttore della Rete Uno, Brando Giordani, famose le sue inchieste per "Tv7" il settimanale del telegiornale, Capostruttura e poi Direttore di Rai 1, ma soprattutto geniale ideatore di programmi, ( ho avuto la fortuna di collaborare con Giordani per più di vent'anni e vado fiera del rapporto di stima e amicizia creatosi, una persona ed un giornalista di alto spessore culturale ed umano) Albino Longhi ed Emilio Rossi, Direttori del Tg1, capaci ed onesti, Emilio Rossi fu anche vittima di un attentato.
Servizio Pubblico: Badaloni, e con lui molti colleghi, ha sempre creduto in una Rai pluralista e che desse voce a tutti.
Il libro diventa una cavalcata affascinante nelle inchieste realizzate dall'Autore per il Tg1, la strage di Bologna, il rapimento di Aldo Moro.... Badaloni racconta le prime edizioni straordinarie, la difficoltà e l'emozione di quando si deve raccontare, ma si sa ancora poco.......
Dice Paolo Pagliaro nell'introduzione : "Abbiamo percorso i nostri anni correndo.....
E proprio una corsa è il racconto di Piero Badaloni.
Racconta l'innovazione dei programmi di allora come "Italia Sera" (ideato, come sottolinea l'Autore, da Brando Giordani") che Badaloni fu chiamato a condurre e poi, per tre anni, "Uno Mattina", la rivoluzione della mattina ....e ancora "Piacere Rai Uno"...
Osare, provare, rispettare lo spettatore, capire le sue esigenze...
Una Rai a disposizione del pubblico.
"Italia sera" fu premiato come miglior programma televisivo dell'anno, nel 1986, "Uno Mattina" va in onda da 40 anni con i diversi conduttori Luca Giurato, Puccio Corona, Ludovico Di Meo, Franco di Mare, e questo fa capire come erano vitali e giuste le idee di quegli anni.
Badaloni appassiona il lettore....
La Riforma Rai del 1975, la nascita dei Tg....
Racconta con chiarezza e una scrittura veloce, ma approfondita, il susseguirsi  delle nomine dei Direttori, il ruolo della politica di cui la Rai non riesce a liberarsi....
L'arrivo della televisione di Berlusconi..
La concorrenza che sminuisce la qualità...
La voglia di continuare ad informare con onestà....
Il non fermarsi davanti all'impossibile.
Arriva, nel 2011, il momento della pensione vissuta da Badaloni, come lui stesso sottolinea con disagio: chi ha la passione del giornalismo è giornalista per sempre.
Ed allora Badaloni continua....
Realizza documentari ...viene chiamato a Tv2000, l'emittente televisiva della Cei, realizza documentari, ma soprattutto continua a guardare la Rai, la sua Rai, quella che ha vissuto.
Racconta le fughe dai Tg nel 2022: "A partire dall'estate del '22 un numero sempre maggiore di telespettatori non guarda più i telegiornali della prima e e seconda Rete Rai: a confermarlo è l'Osservatorio di Pavia sull'informazione, l'istituto di ricerca indipendente specializzato nell'analisi dei media, che monitora il pluralismo politico nella programmazione nazionale delle reti generaliste".
Badaloni conclude il libro, sorprende la cura dei dettagli e della documentazione dell'Autore, chiedendo a Vittorio Di Trapani, Presidente della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, già segretario dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, a Roberto Zaccaria, docente universitario, Presidente della Rai dal 1998 al 2022, e a Giuseppe Giulietti, fondatore dell'Usigrai e poi di Articolo 21, l'associazione che si impegna per la libertà di informazione, quale sarà il futuro della Rai.
Ai posteri l'ardua sentenza.....
Intanto "La Rai che ho vissuto" fa sprofondare chi lo legge,  non solo chi conosce e ha lavorato in Rai, in un mondo affascinante dove il desiderio di informare, di raccontare la verità onestamente spesso si scontra con altri interessi.
Chi ha amato il proprio lavoro lo porta dentro di sè come un tesoro e Piero Badaloni lo racconta con intensità.
Forse è vero che: "amare il proprio lavoro è la più grande felicità in vita..." citando Rita Levi Montalcini.
E questo Piero Badaloni lo trasmette.


Un gran bel libro!







 


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