"Vorrei fare un film dove è permesso tutto...ma non ci riesco.." dice Jean Luc Godard nel bel film "Nouvelle vague" di Richard Linklater.
Ed invece realizzo' un film che segno' la storia del cinema: " Fino all'ultimo respiro".
Linklater racconta la lavorazione del film: un dietro le quinte affascinante e trascinante.
"Fino all'ultimo respiro" fu realizzato senza sceneggiatura, Godard dava giorno per giorno, mentre girava, le battute agli attori Jean Paul Belmondo e Jean Seberg, inventava sul set.
La straordinarietà del film è nell'atmosfera creata.
Lo spettatore si appassiona a figure conosciute ed amate come Jean Luc Godard, Francois Truffat, Eric Rohmer, Claude Chabrol, Roberto Rossellini, Robert Bresson, Jean Pierre Melville, ma anche Juliette Greco, Agnes Varda, Jean Cocteau.. che si muovono, si incontrano, parlano nell'atmosfera magica di Parigi.
Hanno creato un'epoca fuori dagli schemi, hanno ridisegnato le regole del cinema scavalcando le regole.
Soprattutto hanno amato la libertà, l'arte, la creatività.
Jean Luc Godard, interpretato magnificamente da Guillame Marbeck, scrive su "Chaier du Cinema" e sogna di fare un film. Ha appena esultato per i "400 colpi" di Truffaut, e riesce a convincere un produttore a finanziare il suo primo film.
Jean Seberg , una bravissima Zoey Deutch, è molto perplessa ad accettare il ruolo.
Un film che si realizza senza presa diretta.
Diventerà una figura iconica con la sua maglietta a righe e il caschetto biondo.
Lo spettatore si emoziona nel ricordo di "Fino all'ultimo respiro" e nella bellezza del film di Linklater.
I soldi sono considerati un problema laterale.
Il produttore, Georges de Bearuegard, un ottimo Bruno Dreyfurst, è disperato per la lentezza con la quale Godard gira, ma il regista non si scompone di fronte alle sue rimostranze.
Ma non solo...
Jean Paul Belmondo, un perfetto Aubry Dullin, conta le monetine per pagarsi il caffè durante una pausa delle riprese.
Diventerà un attore di fama internazionale dopo " Fino all'ultimo respiro".
L'immenso Roberto Rossellini, scendendo dall'auto di Jean Luc Godard gli chiede con semplicità e sorridendo un prestito...
Si sorride molto in quell'epoca, un sorriso puro anche se la "purezza non è di questo mondo" come dice Godard.
E Richard Linklater riesce a trasmettere con bravura l'atmosfera scanzonata che ha accompagnato la genialita' della nouvelle vague.
Si arriva la montaggio. Jean Luc Godard, ama molto questa arte: " nel montaggio passato, presente e futuro sono nelle nostre mani..."
Le "moviole" con la pellicola che scorre con le montatrice con i guanti bianchi crea perfettamente la delicatezza di quel momento della realizzazione del film.
"Nouvelle vague" racconta l'importanza della creatività e la sua forza.
In concorso al 78° Festival di Cannes, uscito il 5 marzo è al 9° posto al box office del 9/03.con un incasso di 178.357 euro e 26.109 presenze.
Un gran bel film !

Commenti
Posta un commento