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"I Miei Mostri"

Leggere "I Miei Mostri" di Dino Risi, il grande regista, il Maestro della commedia all'italiana morto nel 2008, pubblicato nel 2004 per Mondadori, è come andare al cinema e vedere un film dell'indimenticabile Maestro.
Il libro è composto da piccole storie dove Risi racconta di sè, della vita che ha vissuto, della sua famiglia, degli incontri cinematografici, ma anche di Hitler e Mussolini, del processo Ghiani/Fenaroli sempre con quel suo sguardo capace di raccontare le persone e i fatti  con ironia, senza sovrastrutture, per quello che sono, rivelando aneddoti sconosciuti di personaggi famosi e non, quasi un dietro le quinte, con quel modo intelligentissimo e perspicace di cogliere l'animo umano.
Dino Risi ha realizzato più di 50 film, capolavori come "Poveri ma belli", "Una vita difficile", "Il Sorpasso", "I mostri"..... 
Laureato in Medicina, psichiatra: " stanco di curare gente che non guariva mi sono dato al cinema" racconta nel libro.
E per fortuna.
Bravissimo nel raccontare le ambiguità della vita, quello che uno è e quello che appare, senza giudicare, ma con un'osservazione acuta e distaccata, in fondo un vero amore per la vita.
Scorrono personaggi come Vittorio Gassman, Romy Schneider, Alida Valli, Michael Serrault, Federico Fellini, Ugo Tognazzi, Alberto Lattuada, Anita Ekberg, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Cesare Zavattini....e sembrano non "mostri sacri", ma persone normali, quasi incontri della porta accanto.
La naturalezza nel descrivere persone e fatti, il successo dei suoi film, è in quei brevi racconti che una scrittura vivace e "visiva" rende straordinari.
C'è anche la politica, il '68, le Brigate rosse...lo sguardo è distaccato, ma acuto.
Il cinema, il suo cinema, è raccontato con episodi sconosciuti, che si snodano con pacatezza e straordinaria ironia come quello di "Alida Valli e il sigaro di Mario Soldati" ( Risi aveva una storia con la Valli) e la capacità di "umanizzare" l'animo umano.
Bellissimo il racconto "Suscettibilità"  che conclude : "Avvertenza: non dite mai a un suscettibile che è suscettibile. Potreste provocare la sua suscettibilità."
Racconta la follia che ha visto negli anni del suo "stage" di psichiatria al manicomio di Voghera, ma anche lì non perde la sua capacità di trascendere dai "fatti".
Dino Risi aveva 87 anni quando fu pubblicato il libro, questa autobiografia irriverente, ma elegante e profonda come lui, viveva al Residence Aldrovandi a Roma ( dove visse per 30 anni per sua scelta) , coglie  in una delle ultime storie," L'ultimo ciao" , la tragedia dei giorni nostri : l'amato telefonino.
L'aver perso il dono di parlarsi guardandosi negli occhi. 

Un gran bel libro!









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