L'eleganza fisica e mentale di Dino Risi, incontrato in occasione di un'intervista, mi colpì immediatamente.
Era il 1981 e realizzavo, insieme a Patrizia Pistagnesi e Tilde Corsi, un programma sul cinema "Movie Movie" per Rai Uno, nella Struttura di Brando Giordani, mitico Capostruttura di RaiUno, in seguito Direttore, ideatore di Odeon, la trasmissione che rivoluzionò i canoni Rai, e di innumerevoli programmi di successo fra i quali "Colosseum".
"Movie Movie" si snodava in tre cicli: "Quando la canzone diventa film" condotta da Gianni Morandi, " C'è comico e comico" condotta da Gigi Magni e "Il cinema della rivista" che si avvalse della conduzione di Ugo Tognazzi.
Ho già parlato su questo blog, del programma che ebbe un grande successo di pubblico e critica, realizzato nello Studio D di Beppe dall'Angelo.
Per la serie "C'è comico e comico" non potevamo che cominciare la puntata con una citazione de "I Mostri" e lo stesso Brando Giordani ci suggerì di intervistare Dino Risi.
Il Maestro, con la semplicità dei Grandi, accetto'.
Andai al Residence Aldrovandi con Patrizia Pistagnesi e Tilde Corsi. Risi aveva scelto di vivere li' da qualche anno ( sarebbero poi diventati trenta) di fronte a Villa Borghese.
Ci accolse con gentilezza e cordialità.
Salimmo sulla terrazza che, come lui stesso racconta nel suo libro " I miei Mostri", ha una meravigliosa vista sul Bioparco e su Roma.
In quella stupenda "location" si era affacciato con Vittorio Gassman che lo era andato a trovare "in uno degli ultimi giorni su questo palcoscenico" e i due amici si erano lasciati andare a parlare della vita vissuta e della grande depressione che aveva colpito il Mattatore, indimenticabile protagonista de "Il sorpasso", film insuperabile del Maestro.
Un grande come Dino Risi era sicuramente un uomo generoso.
Accettare l'invito di autrici giovani e sconosciute lo dimostrava.
L'intervista fu scorrevole e piacevolissima.
Mi colpì il tono di Risi, quasi sommesso, raccontava del suo film "I Mostri" come se lo avesse realizzato qualcun altro.
Osservava molto...osservava il mio modo di parlare e quello delle mie colleghe.
Voleva metterci a proprio agio.
I capelli bianchi davano ancora più risalto al viso abbronzato e la camicia azzurra rendeva perfetta la sua naturale eleganza.
L'inventore della commedia all'italiana con Luigi Comencini ed Ettore Scola, si complimentava con noi, alle prime armi, che cominciavamo ad affrontare il mondo del cinema e della televisione.
Forse sentiva il nostro amore per il cinema.
Quella sua capacità di "vedere oltre" la persona che aveva davanti, di saperne conoscere l'anima probabilmente la metteva in atto anche con noi.
Aveva già vinto il David di Donatello nel 1975 per "Profumo di donna" ( Vittorio Gassman vinse in quella occasione, al Festival di Cannes, il Premio per la miglior interpretazione maschile) ma la sua vita sarebbe stata costellata di successi e riconoscimenti fino al Leone d'Oro alla Carriera nel 2002, alla Mostra del cinema di Venezia.
Grande amico di Claudio G.Fava, doveva realizzare un'intervista telefonica sull'interessantissimo blog di Claudio "clandestino in galleria", come mi racconta Lorenzo Doretti, ingegnere informatico, amico prezioso di Fava : "ma non fece in tempo... ..."
Morì nel 2008, a 91 anni.
" Ero presente alla telefonata fra Risi e Fava, ricordo le risate che costellavano la conversazione...." continua a raccontarmi Lorenzo.
Erano molto amici.
Eppure quel Maestro, quello straordinario regista e sceneggiatore, nel salutarci chinò leggermente il capo dicendo "grazie".
Mi voltai istintivamente quando mi ero già avviata verso il viottolo uscita dal Residence: Dino Risi era fermo sulla porta, alzò il braccio e la mano si aprì in un "ciao".
Sorrise.
Un sorriso che mi accompagna ancora.
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