"La città dei vivi" il bel film di Edoardo Gabbriellini, ispirato dal libro di Nicola Lagioia, che firma il soggetto, racconta molte cose.
Luca, un ottimo Emanuele Maria Di Stefano, è un ragazzo di 23 anni, un puro, nonostante i suoi sbagli.
Racconta del suo rapporto con il padre, Giuseppe, uno straordinario Valerio Mastandrea, che si sposta con il suo furgone nella periferia romana vendendo dolci e panini, fatto di sguardi ed intese.
La madre Silvana, un'incisiva Simona Senzacqua, lo protegge e lo avvolge con il suo affetto.
E' stato adottato e lo riempiono con il loro affetto.
Fidanzato con Marta Gioia, sorprendente la bravura di Gaia Merlonghi, lascia la scuola, si prepara al diploma nella scuola serale e cerca nel frattempo un lavoro.
Luca vuole far felice Marta, vuole avere la possibilità di portarla a cena fuori in un locale costoso, e si impantana in un mondo che non è il suo, la prostituzione maschile.
Per 100 euro incontra la violenza.
Viene massacrato a colpi di martello, accoltellato e lasciato morire dissanguato da due loschi personaggi.
Liberamente ispirato ad un fatto di cronaca, avvenuto nel 2016, il film colpisce per la sua delicatezza, nonostante la violenza di quello che racconta.
Luca sbaglia per amore.
E l'amore dei genitori non riesce a salvarlo.
La periferia romana, mischiata alle vicinanze della Stazione Termini, dove Luca incontra chi lo introduce in quel mondo sventurato, è il sottofondo di "La città dei vivi".
La notizia della morte del figlio è un cataclisma che si abbatte sui genitori.
Un dolore senza lacrime.
"Non si può fare niente per salvarlo?" dice Giuseppe/Mastandrea davanti al corpo del figlio all'obitorio.
Lo strazio in poche parole senza senso.
Gabriellini racconta la violenza, ma non la rende mai visibile.
Nella casa dove i due gli hanno preparato la trappola, solo strisce di sangue testimoniano la tragedia avvenuta.
Marta, devastata dalla morte del fidanzato, cerca di reagire, incontra i suoi genitori, vuole "vedere" quella morte, parlarne, cerca fra le sue magliette un conforto impossibile.
Una giovinezza troncata.
Bravi anche Michele Valerio Legrottaglie e GiorgioMontaldo nei panni rispettivamente di Marco Prato e Manuel Foffo, gli assassini.
La bellezza della regia di Edoardo Gabriellini è nel saper raccontare sentimenti profondamente umani che circondano la storia violenta.
"La città dei vivi" è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 nella sezione Orizzonti.
In sala dal 1/10/26 è 8° nella classifica del box office con un incasso di 211.571 euro e 29.079 presenze al 6/ 10/26.
Un gran bel film!

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