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97° Adunata degli Alpini a Genova

Quante volte ho chiesto a mio papà guardando la sua foto che lo ritraeva partigiano con il cappello da alpino: " papà perchè non avevi la piuma sul cappello?"
E lui rispondeva a me bambina : " perchè noi eravamo gli alpini senza penna".
Sorrideva, perchè vedeva il mio viso poco convinto: " non è una cosa in meno, è una cosa diversa.." 
Come sempre riusciva a rassicurarmi e me ne andavo orgogliosa di quel papà che aveva combattuto per la mia, la nostra libertà e, saltellando, canticchiavo : "sul cappello, sul cappello che noi portiamo, c'è una lunga, una lunga penna nera....."
Gli Alpini hanno inondato, per la 97° Adunata, Genova, dove mio padre partecipò alla Liberazione, ed oggi mi arriva una mail del mio prezioso amico Lorenzo Doretti  che mi racconta le sensazioni provate sabato scorso quando è uscito con Elena, sua moglie, mia imperdibile amica, a festeggiare per le strade di Genova con altri amici.
"Non so se fosse davvero un alpino" mi racconta riferendosi a mio padre " ma nella foto che hai pubblicato con quel cappello, la pipa tra le labbra, le montagne innevate dietro, me lo sono immaginato così, come uno di loro.."
La mail è un capolavoro di amore, di amicizia che ci lega e di capacità di interpretare l'animo umano, oltrechè di un uomo di valore e di cultura.
Quanto ho pensato a papà in questi giorni!
"Sono arrivati in 400 mila, in una città che conta poco più di 550 mila abitanti e hanno letteralmente trasformato l'atmosfera cittadina...canti, bande musicali, a ogni angolo, sorrisi, spensieratezza..." mi racconta Lorenzo.
E mi riporta un bellissimo brano de "Il Gabbiano" di Checov, pronunciato dal dottor Dorn, medico di campagna della Russia profonda:
"Di tutte le città che ho visitato all'estero, Genova è quella che mi mi è piaciuta di più" "Perchè?" " Perchè?" Perchè nelle sue strade c'è una folla magnifica. Quando la sera esci dall'albergo e ti getti nel flusso della gente, lasciandoti trascinare senza meta, senti che la loro vita diventa la tua, la loro anima entra in te, e finisci col credere davvero nell'anima universale."
Grande Checov!
La bellezza di vivere la vita degli altri, di mischiarla con la tua, di credere in un'anima universale!
E Grande Lorenzo che mi ha fatto pensare a papà in mezzo a quella folla:
" A un certo punto mi sono persino ritrovato a pensare che servirebbero quattro o cinque adunate degli Alpini per restituire a Genova queste atmosfere perdute, per rivedere le strade vive, piene di persone, invece della desolazione di quel silenzio che spesso le avvolge la sera. E in tutto questo continuavo a pensare al tuo papà...."continua Lorenzo
L'amore che ci ha avvolto e che ci avvolge non muore...le persone che non ci sono più continuano ad essere in mezzo a noi, a sostenerci, a farci pensare che può esistere un mondo migliore, un mondo fatto di persone come loro, sì come loro....perchè sono sicura che in quella folla c'era anche Elena Pongiglione, la Pongi,  Artista straordinaria e suo marito Claudio G. Fava, uomo di cultura, di grande valore, persona preziosa, amici indimenticabili, che nella vita hanno saputo dare, ridere, costruire amicizie  sane e profonde come lo era la nostra, dove non si "sparlava", ma si parlava, dove si ascoltava e si amava.
Amicizia come quella che mi lega adesso a Lorenzo ed Elena Doretti.
Grazie Lorenzo!









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