"...che Dio perdona a tutti" di Pif, Pierfrancesco Diliberto alla sua quarta regia, è un film divertente, a volte surreale, ma profondo e delicato allo stesso tempo e fa pensare...
Arturo è un agente immobiliare di successo, vende e affitta case con facilità, ha un amore smodato per i dolci: cannoli, sciù, patate, cassatine....sono la sua passione: è capace di mangiarne vassoi interi.
Un tripudio di dolci accompagna la sua esistenza, arriva a mangiare fino a 35 sciù in un colpo solo.
Incontra Flora, che cerca un locale per aprire una pasticceria ed è colpo di fulmine, non potrebbe essere altrimenti per la passione per i dolci che li accomuna e la bellezza della giovane, una bellissima e brava Giusy Buscemi, che lo incanta.
Flora è cattolica praticante e, per conquistarla, Pif/Arturo si finge cattolico.
Una serie di divertenti gag raccontano però, anche con profondità, il cammino verso la fede.
Piano piano quella che sembrava una finzione diventa una realtà per Arturo che si sente attratto dal mistero della fede fino a diventare profondamente credente.
Impara a rispettare i comandamenti soprattutto l'ottavo: " non dire falsa testimonianza" e comincia a spiattellare la verità su tutto: sul lavoro, rivelando a possibili acquirenti le magagne di appartamenti che prima nascondeva accuratamente, sull'amicizia, rifiutandosi di nascondere le scappatelle dell'amico infedele, un ottimo Francesco Sanna, titolare dell'Agenzia Immobiliare dove lavora Arturo, fino ad instaurare un dialogo con il papa ( una citazione di Papa Francesco), un convincente Carlos Hipolito, che si rivela pronto ad ascoltare i suoi dubbi e le sue richieste di chiarezza.
Un velo di nostalgia, ma anche di dolcezza verso Papa Francesco non può non accompagnare lo spettatore.
Arturo distingue fra fede "da salotto" e fede vera, diventa un appassionato della verità.
E forse è proprio questa il fascino del film.
L'ottavo comandamento viene rivisitato in tutta la sua importanza: forse se le bugie fossero del tutto evitate si costruirebbe e si vivrebbe in un mondo migliore.
Palermo ed i dolci delle meravigliose pasticcerie siciliane si mischiano e diventano protagoniste del film appassionando lo spettatore in questa chiave di lettura della religione estremamente umana.
Il film è tratto dal romanzo omonimo dello stesso Pif uscito nel 2018.
Bravissimo tutto il cast e non si può non sottolineare Aurora Quattrocchi nei panni della madre di Gesù in una surreale e divertente Via Crucis, che vede Pif portare la croce per far credere a Flora di essere sempre stato un fervente cattolico.
La risata si stempera nella profondità del film.
Il film è 5° nella classifica del box office ed ha incassato fino al 14/04 1.251.653 euro e ha realizzato 184.251 presenze.
Un gran bel film!

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