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La notte dei Libaeti 2026

Eccoli!  Sono arrivati gli Agitatori Culturali Irrequieti Giandeibrughi , pronti ad illuminare il bosco, per festeggiare chi non c'è più. I "libaeti", queste particolari candele, con diverse forme, proprie della tradizione ligure, venivano regalate ai bambini perchè imparassero che, chi se ne è andato, non ci ha lasciati, sono accanto a noi e devono essere festeggiati. Attraversare il bosco significa anche "sentire" i rumori della natura, gli animaletti che non vediamo ma che accompagnano i nostri passi, il loro calpestio. La nostra vita si incrocia con la loro. Il ricordo di chi ci ha lasciato diventa la ricerca di un'armonia intorno a noi. Gli Agitatori, con intelligente ottimismo, scacciano la malinconia, addentrandosi nel bosco con le  fiammelle dei flambeaux, per riscoprire la dolcezza dei ricordi. Il 1 Novembre ci danno appuntamento alle 17,30 nella strada di Sussisa, vicino  a Sori ,   ad un tiro di schioppo da Genova, per raccontarci antiche tradizi...
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Sorprendere

 "Sei a casa?" la voce di Livia al telefono, in una tipica mattinata settembrina, interrompe  lo svolazzare dei miei pensieri. "Sono con Mario, passiamo sotto casa tua se puoi, fra una diecina di minuti...abbiamo una cosa per te...." Livia solletica la mia curiosità infantile, e mi regala l' improvvisata.  L'arrivo inaspettato di amici cari e 'una bellissima sorpresa. E Livia De Sio, impagabile e acutissimo medico oncologo al San Filippo Neri di Roma, ora in pensione, amica vera lo è, come lo è suo marito, Mario Serra, ottimo ingegnere, Dirigente di Società per Opere Pubbliche, tanto che la sua opera gli è valsa, giovanissimo, il titolo di Commendatore, in pensione anche lui. Non hanno perso entrambi la vivacità verso la vita, soprattutto la voglia di sorprendere. Sorprendere ha il calore dell'abbraccio. E' far sentire all'amico un pensiero continuo che lo accompagna. Ci sediamo al bar per un caffè, e Mario mi porge un vasetto.  Un'etiche...

Claudio G. Fava e i suoi.....97 anni

Carissimo Claudio, Sarebbe bello ascoltare ancora i tuoi racconti, le tue divagazioni, le tue acute critiche cinematografiche, festeggiare i tuoi 97 anni con, Elena Pongiglione, tua moglie, Artista indimenticabile, persona e amica speciale, gli amici Lorenzo ed Elena Frau Doretti e quelli che ti hanno amato. Tutti quelli che ti hanno amato e stimato sarebbero troppi! Hai avvicinato al cinema un'intera generazione con i tuoi articoli sul "Corriere Mercantile" di Genova, i tuoi programmi televisivi, quanti di noi si sono nutriti con " Cinema di notte", con i tuoi libri, la tua sapienza ed ironia, la tua educazione, quasi ti scusavi perchè entravi nelle case senza chiedere permesso. Sei stato un Dirigente Rai generoso e sapiente. Ti arrivino gli auguri di noi tre, con questa foto che ho scattato a Framura, tanto amata dalla Pongi.  So che tu l'amavi di meno! Quel salire le scale  ti costava fatica, Lorenzo mi ha fatto vedere dove ti sedevi per interrompere il c...

"L'amore è una banana"

  "L'amore è una banana",  il bel libro di Paolo Nori,  edito da Mondadori, incuriosisce da subito, proprio per il titolo. In Russia, spiega l'Autore, la generazione nata intorno al 1915, non conosceva le banane. Non erano mai arrivate, la banana, per quella generazione, diventa sinonimo di balla: "Tutte le balle erano banane, per i bambini e le bambine russe di cento anni prima, e a Barigazzi, cento anni dopo, nella luce del suo condominio di Via Irma Bandiera 16/3 si era manifestata una verità stupefacente: L'amore è una banana". Bernardo Barigazzi è il personaggio principale del libro, scrittore. Uomo ricco ,"ma non per i libri che ha scritto", precisa l'autore, vedovo con una figlia, Daguntàj, che in dialetto parmigiano, Parma è la città di origine di Nori, significa "dacci un taglio" Intorno a lui una girandola di personaggi, che Paolo Nori racconta con surreale ironia. Vittorio Carrocci "politico di secondo piano",...

Auguri preziosi!

Quando Lorenzo ed Elena Doretti mi hanno chiamato per farmi gli auguri per il compleanno giorni fa, ho avuto un doppio regalo: gli auguri degli imperdibili amici e gli auguri della Pongi. Sì, perchè appena messo giù il telefono dopo una lunga conversazione, allegra e piena di notizie, mi è arrivato un messaggio da parte di Lorenzo, con la fotografia della Pongi: " Mi si è aperta casualmente sul telefono. L'ìPhone mi propone spesso immagini di galleria.. Framura 13/08/2016" Auguri inaspettati e preziosi! Vedere la foto di Elena Pongiglione, amica carissima, indimenticabile e presente, Artista straordinaria, pittrice, scrittrice, illustratrice, mi ha riempito il cuore di gioia. E' stato davvero un bel compleanno! Nella sua amata Framura, appoggiata alla ringhiera, con il mare davanti, mi ha riportato al bellissimo viaggio che feci qualche anno fa, lei e i Doretti me lo resero indimenticabile. Ho ripreso in mano "Favole di Framura", il suo libro, l'ho sfogl...

La città dei vivi

  "La città dei vivi"  il bel film di Edoardo Gabbriellini , ispirato dal libro di Nicola Lagioia, che firma il soggetto, racconta molte cose. Luca, un ottimo Emanuele Maria Di Stefano, è un ragazzo di 23 anni, un puro, nonostante i suoi sbagli. Si schianta contro una violenza che la sua ingenuità non coglie. Racconta del suo rapporto con il padre, Giuseppe, uno straordinario Valerio Mastandrea, si sposta con il suo  furgone nella periferia romana vendendo dolci e panini, fatto di sguardi ed intese. La madre Silvana, un'incisiva Simona Senzacqua, lo protegge e lo avvolge con il suo amore. E' stato adottato e lo riempiono con il loro affetto. Fidanzato con Marta Gioia, sorprendente la bravura di Gaia Merlonghi, lascia la scuola, si prepara al diploma nella scuola serale e cerca nel frattempo un lavoro. Luca vuole far felice Marta, vuole avere la possibilità di portarla a cena fuori in un locale costoso, e si impantana in un mondo che non è il suo, del porno maschile. ...

Naza

"Quanti ne hai uccisi?" chiede l'intervistatore "Non lo so ...migliaia" risponde il soldato israeliano. Il sorprendente ed intenso docufilm "Naza"  di Yuval Abraham e Rachel Szor , cattura lo spettatore da subito. Sui tetti di Tel Aviv, di notte, con la città sullo sfondo le interviste a chi ha attaccato Gaza distruggendo edifici, intere famiglie di innocenti, i "naza", i cosiddetti collaterali. Non importa se siano bambini o adulti. Massacri, attacchi, realizzati con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, "Lavander". L'essere umano scompare, da una parte e dall'altra. Alla domanda " Ti sei posto il problema morale di uccidere un bambino?" La risposta: " Sono un tecnico, non devo farmi queste domande" Agghiacciante. Il drone arriva e bombarda. Gli intervistati sono offuscati, vogliono rimanere anonimi. "Quanti ne hai uccisi in questi edifici?" la domanda all'intervistato, ha in mano...