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Zamora

  "Zamora",   il bel film di Neri Marcorè, che segna il suo debutto alla regia è un delicato e delizioso ricamo che racchiude la profondità della vita di tutti i giorni. Riproposto ieri sera da Rai 1, il film, del 2023, racconta di Walter Vismara, un timido ragioniere, anzi un contabile, che va a lavorare in un'azienda a Milano, dove il proprietario, il Cavalier Tosetto,  un ottimo Giovanni Storti, fissato per il calcio, costringe i suoi dipendenti a giocare, una volta a settimana, per esatezza  il giovedì, nella squadra aziendale: sposati contro scapoli. Walter Vismara, interpretato da un bravo Alberto Paradossi, non ama il calcio, anzi ne è completamente digiuno, costretto da Tosetto a cercarsi un ruolo, sceglie di fare il portiere. Un portiere schiappa che fa entrare tutti i goal in porta e, per ridicolizzarlo, viene chiamato dai colleghi, Zamora, un famoso portiere spagnolo degli anni '30, un campione. Ma Walter Vismara, inaspettatamente, cresce. Deluso da u...
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Un Presepe....che non si smonta.

Un caffe' offerto nelle tazzine rigorosamente di Vietri sul Mare, la meravigliosa cittadina sulla Costiera Amalfitana, nota per il suo artigianato in ceramica, e' un preludio ad un pomeriggio a casa della carissima amica Livia De Sio e di suo marito Mario Serra, diventato amico carissimo anche lui. L'invito mi era stato fatto per andare a vedere il Presepe creato da Mario, la mia amica sa che sono un appassionata di Presepi: Livia, medico oncologo per molti anni al S.Filippo Neri, ha regalato la sua professionalita' e umanita' a molti ammalati, Mario, ingegnere originario di Cosenza, apprezzatissimo tanto da diventare presto Dirigente di diverse Società occupandosi di Opere Pubbliche, insignito del titolo di Commendatore a soli 41 anni  da Oscar Luigi Scalfaro, sono sposati da 40 anni, si vede che si capiscono con uno sguardo, la napoletanita' di Livia si mischia con l'essere calabrese di Mario. "Quando mi hanno comunicato del titolo di Commendatore non...

Primavera

 " Primavera"  il bel film di Damiano Michieletto, racconta non solo un periodo della vita di Antonio Vivaldi, chiamato ad insegnare musica al Pio Ospedale della Pietà a Venezia, ma racconta anche le vicende delle ragazze ospiti dell' Ospedale, tutte orfane, che vengono indirizzate alla musica. Cosa significa essere orfane, portarsi per sempre dentro di sè l'abbandono di chi ti ha dato la vita, cercare e sperare che un giorno questa madre si faccia viva, cercare il ricongiungimento attraverso una immagine spezzata a metà e lasciata sulle fasce del bambino o bambina abbandonata? Salvati con la "ruota" il marchingegno posto fuori dalle chiese, dove venivano posti da chi non voleva o non poteva tenerli con sè, i bambini venivano accolti da mani pietose, all'interno della Chiesa ( famosa la ruota dell'Annunziata a Napoli). Una ferita che non si rimargina mai..... Questo accade a Cecilia, un'intensa Tecla Insolia, che trova nella Musica, nel suonare i...

"Jazz & Jazz"

 "Jazz & Jazz" il bel libro di Franco Fayez , musicologo, giornalista, critico musicale, edito da Laterza , non è solo un libro per gli amanti del jazz, ma appassiona anche chi è digiuno di questa particolare musica. Earl Hines, Joe Venuti, Stan Kenton, Kenny Clarke.... Sono i primi nomi delle interviste realizzate da Fayez, intorno alla fine degli anni '70, raccolte poi nel libro pubblicato nel 1981, e subito entri nell'atmosfera del jazz, quello che ha significato e prodotto. Libertà, unione..... "Come si suonava con Armstrong negli anni venti?" chiede Fayez ad Earl Hines. "In quell'epoca nessuno era "più grande" di un altro. Si era tutti amici e non si era consapevoli che si stava facendo qualcosa di molto importante. Louis nei vari brani, suonava un pò, poi lasciava suonare me, poi qualcun altro e così via ". Fayez riesce a trasmettere la curiosità e l'amore verso il jazz: chi suona questa musica, forse, cerca l'anima...

Amicizia: uno sguardo

Cara Pongi, Natale e' passato e anche Capodanno, resta ancora l'Epifania. Roma sbriluccica di luci e colori, anche se da ieri piove.  Pero' non perde il suo fascino...Tu sai quanto mi piace camminare per Roma: mi trasmette sempre energia e allegria. Sono andata a San Pietro a vedere il Presepe: e' bello, napoletano, realizzato da Nocera Inferiore, la magia del Presepe mi affascina sempre.  Mi manchi sempre, cara Elena Pongiglione, mi manca la tua amicizia, le tue chiacchiere, la tua intelligenza, il tuo saper capire le cose del mondo, il tuo affetto, il nostro saper ridere delle cose del mondo. Quando rilevo sul Blog, verso il quale avevi sempre parole di stima e di incitamento, l'interesse per  gli articoli su di te, su tuoi bei libri : "Favole di Framura",  "Le avventure di mare e di terra del gatto Guidetto", sulle tue opere  di pittura, sui pezzi e sugli scritti che riguardano il tuo indimenticabile marito Claudio G. Fava, critico cinematogra...

Avventure col.... Termometro.

Una leggera infreddatura mi suggerisce di misurarmi la temperatura anche se non sento il disagio della febbre. Niente, il mio termometro digitale mi da "error"... Riprovo, si ferma a 35,7 ma fa strani suoni che mi impongono di andare in farmacia per comprarne uno nuovo. Tornata a casa misuro la febbre, il termometro, moderno senza mercurio, con un metallo che segna la temperatura, si ferma a 36.4. Soddisfatta e contenta, il leggero raffreddamento passerà presto, penso fra me e me. Rimetto il termometro nell'apposita custodia, e lo abbasso come da istruzioni ( scritte talmente piccole che di più è impossibile): si raccomanda di tenerlo dalle linguette posteriori  del contenitore e farlo oscillare come un pendolo fino a raggiungere i 35°. La temperatura non si abbassa. Provo fuori dalla custodia, col metodo tradizionale, scuotendo il braccio, ma la temperatura rimane ferma a 36°, 4. Torno in farmacia, spiego il problema al gentile farmacista che riprova diverse volte a far ...

Natale: la bellezza del Presepe

C'è qualcosa di magico nel Presepe della Chiesa dei  Santi Protomartiri Romani, a Roma,  a Via Angelo di Pietro, guidata con sapienza ed amore dal Parroco Don Alessandro. Mi viene in mente una parola: semplicità. Semplici le figure intagliate di Maria e Giuseppe, semplice il pastore chinato, la donna che esce con la lanterna e il cesto sottobraccio... Semplici le vesti che cadono regalando alle figure un'eleganza particolare. E poi la luce. Particolarmente intensa si diffonde nella capanna e nei dintorni con un effetto estremamente suggestivo. E quel panno bianco che aspetta.... Aspetta che il bambino venga posato, aspetta la nascita, sotto lo sguardo di Maria e Giuseppe. L'attesa è perfettamente raffigurata. Spesso si guarda all'attesa con fastidio, bisogna aspettare, ma attendere è un sentimento di speranza, non di frustrazione. Il Presepe della Chiesa dei Santi Protomartiri emana gioia. Esco dalla Chiesa e attraverso la piazza dove un nugolo di bambini festanti si ri...