Il bel libro " Lettere e biglietti" di Goliarda Sapienza, considerata una delle più grandi scrittrici italiane, edito da "La Nave di Teseo" curato da Angelo Pellegrino, secondo marito della scrittrice, è una raccolta di lettere e biglietti che Goliarda scrive per amici e parenti.
Quello che colpisce è la sincerità delle lettere e soprattutto la ricerca del rapporto con l'altro. Sempre.
Il libro inizia con molte lettere indirizzate a Citto Maselli, il grande sceneggiatore e regista, al quale la scrittrice è stata legata da quasi vent'anni d'amore.
E dietro la continua affermazione del suo amore per lui, c'è il mondo del cinema.
Alessandro Blasetti, Luchino Visconti, Federico Fellini al quale invia un suo lavoro scusandosi per il disturbo ma "....avendoti visto e constatando che sei rimasto il Federico che conoscevo: curioso (come i fanciulli) di tutto, aperto e gentile ( perchè te lo dico ? Tutto questo si vede nei tuoi film!) E' con piacere che mi affido alla tua curiosità".
Quale miglior descrizione di Fellini?
La bellezza della scrittura di Goliarda, attrae subito il lettore.
E' una scrittura "gentile" che sembra quasi sfiorare il lettore ed invece lo colpisce nel profondo per la capacità di raccontare ...semplicemente la vita.
Goliarda Sapienza raggiunge alti livelli letterari come quando parla di "verità bugie" scrivendo a Munevver Hikmet ed ancora "... crescere non è questione d'età, ma di andare avanti dinamicamente nel tempo..." nella lettera ad Eduardo Arroyo.
Ma soprattutto rivela senza segreti la sua anima, i suoi rapporti con le donne che ama moltissimo, con alcune intreccia una relazione.
E scrive, scrive...
Scrive libri che non vengono pubblicati ( "L'arte della gioia" fu pubblicato postumo) o che non le danno abbastanza per vivere e scrive lettere a Pietro Nenni per cercare di avere un prestito dal Partito o a Carla Voltolina Pertini dicendosi disposta a lavare i pavimenti in una delle sezioni del Partito o se Pertini può intercedere per una proroga dell'affitto....
Non perde la sua gentilezza anche quando è costretta a chiedere...
Ma non perde soprattutto il suo amore per la vita..
E ancora in un momento di solitudine "...Titina a Parigi, Citto inafferrabile ...gli altri? Presi dallo loro nevrosi, ora di successo, ora di paura della vecchiaia..."
La nevrosi che crea solitudine perfettamente raccontata.
La scrittrice odiava il telefono, perchè le impediva di "comunicare" veramente ed ecco la ragione dei suoi biglietti e delle sue lettere...l'unico vero modo in cui due anime possono comunicare senza veli.
Il suo stupore nel parlare della bellezza di " Rocco e i suoi fratelli" la felicità quando "I delfini" di Citto Maselli viene scelto per la Mostra di Venezia insieme a quello di Visconti..
L'arte dietro la vita, la sua vita che Goliarda Sapienza trasforma in Arte.
Un gran bel libro!

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