"La mia ultima storia per te" di Sofia Assante, edito da Mondadori, è un romanzo che racconta una grande storia d'amore, ma non solo.
Andrea ed Elettra hanno 12 anni quando comincia la storia.
Il gatto di Andrea si chiama Ho Chi Minh, quello di Elettra, Richelieu.
E questo già sottolinea la diversità fra i due ragazzi, ma l'incanto comincia da subito.
Andrea vive con il padre Roberto e la zia Mimì, in un appartamento sopra il ristorante fondato dal nonno, "Da Amilcare", nel cuore di Roma a Via della Croce, ma "si puo' entrare anche da Via Mario dei Fiori".
Elettra Alfieri della Scala, appartiene ad una famiglia nobile romana, viene a vivere nello stesso palazzo di Andrea, l'amore è immediato. Affascinato anche da Clara, la mamma e Gregorio, il padre, più dubbioso su Violante, la sorella, Andrea frequenta assiduamente la famiglia.
Ma l'amore, a dodici anni, è fatto solo di leggerezza, di giochi condivisi, di emozioni limpide, di immagini solari: "Elettra giocherellava con il criceto sul tappeto. I piedi avvolti nelle calzette bianche di cotone che roteavano nell'aria".
Sofia Assante conduce con maestria il lettore nel cuore del romanzo raccontando il sentimento che legherà tutta la vita i due ragazzi, fra alterne vicissitudini.
Ma non solo questo.
Disegnando con particolare acutezza i personaggi, il racconto si snoda lasciando aperto un dilemma: quanto conosciamo le persone che ci sono accanto?
Forse il dramma della vita, ma che nulla toglie alla profondità e al valore dell'amore.
Interpretazioni sbagliate, lettura erronea di un comportamento di chi ci ama, paura di confessare la forza del nostro amore....Equivoci.
E succede un'incidente a Clara.
Tutto cambia.
La famiglia Afieri parte.
Il dolore della separazione è grande per Andrea, si trasferisce a New York.
Cresce, ma Elettra non è dimenticata.
Sofia Assante continua a raccontare....
Di nuovo un colpo di scena.
La bellezza del romanzo, oltre alla scrittura veloce, generosa di dettagli che rendono la lettura appassionante è la capacità dell'Autrice di sorprendere il lettore.
L'intreccio dei personaggi, così diversi fra loro riempiono l'universo di chi legge, trascinandolo in una girandola di sentimenti ed emozioni profonde.
E poi c'è Arman, lo scrittore sessantenne francese, che fa capire al giovane Andrea la realtà dei suoi sentimenti, ed il mondo dell'Arte in sottofondo, ma che prende il sopravvento e diviene protagonista :
"....Ed è questa la meraviglia dell'Arte: ci parla: e anche se non sappiamo cosa ci dice la comprendiamo. Le opere d'arte sono come dei rebus di cui non abbiamo la soluzione. Come le scritture di popoli scomparsi, per le quali non abbiamo la chiave! E' questo che le rende eterne: il nostro continuo interrogarle, il loro continuo rispondere il modo diverso. Questo diceva Adorno..." fa dire Sofia Assante ad uno dei personaggi, Leo Ponti, Professore di storia dell'Arte e titolare di una galleria.
Il filo conduttore del libro, l'amore, quello che regala una particolare dolcezza al nome della persona amata quando lo si pronuncia, quello che fa pensare che nasciamo predestinati al nostro amore, e' raccontato con vivezza di particolari e profondità, ma nello stesso tempo con mano leggera che fa affondare il lettore nella lettura .
La zia Mimì "professionista del turpiloquio" e Saverio Magrelli, il Mangher, amico di scorribande di Andrea, completano una galleria di personaggi che l'Assante rende indimenticabili.
Primo romanzo dell'Autrice ha vinto il Premio Bancarella 2025.
Un gran bel libro!

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