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Giulio Regeni-Tutto il male del mondo

L'intenso docufilm "Giulio Regeni- Tutto il male del mondo" di Simone Manetti provoca un'emozione fortissima nello spettatore, anche se i fatti sono conosciuti.
10 anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, ricercatore, arrivato in Egitto, al Cairo, per i suoi studi e massacrato da criminali mai trovati.
Ci sono loro Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio.
"Siamo quì" racconta Paola " di fronte al tuo viso sfigurato che accarezziamo..."
La dignità, il dolore senza nome, la forza di continuare a voler trovare la verità, senza mai perdere la dolcezza, la gentilezza...
Forse gli unici sentimenti che possono contrastare  e piegare il male del mondo.
" Noi siamo persone riservate...." dirà Claudio Regeni al processo e si vede.
Si vede dai tratti del viso, dal modo di porsi di fronte sia ai giudici, sia ai media, forse voglia di scappare, ma l'amore per Giulio impone loro di andare avanti di cercare la verità a tutti i costi.
Ed eccoli dietro al carro funebre di Giulio, Claudio con il cappello con la visiera, che non puo' nascondere il dolore, Paola con il viso così simile al figlio, quasi a scusarsi di tanto clamore.
Il viso di Giulio che compare a tratti nel docufilm, mischiato con grande bravura da Manetti a immagini del Cairo, della periferia, del processo, del racconto dell'Avvocato Alessandra Ballerini, lo rende protagonista in carne ed ossa del film, la sua presenza è tangibile, il viso di chi ha la passione del suo lavoro, dei suoi 28 anni, dell'andare con stupore incontro alla vita e non incontro alla morte.
"Giulio Regeni - Tutto il male del mondo" è un docufilm asciutto, commuove, ma non cade mai nella retorica. 
Giulio Regeni voleva portare avanti la sua ricerca sui sindacati degli ambulanti  egiziani, ma si è scontrato con un regime paranoico che, come spiega l'avvocato Alessandra Ballerini  " vede spie dappertutto....ha paura..." ed allora rapisce, tortura, massacra, uccide. Il corpo di Giulio è stato ritrovato il 3 febbraio 2016. 
Nel 2024 è cominciato il processo, sospeso per una questione di legittimità costituzionale....
L'ex ambasciatore italiano in Egitto fa fatica a raccontare il corpo martoriato di Giulio: " gli ematomi su tutto il corpo che passavano dal nero al violaceo...le dita delle mani rotte, bruciature da sigarette in tutto il corpo..." deglutisce, si ferma, ma continua ...il massacro è stato al di sopra di ogni immaginazione.
E come dice la mamma Paola, con un tono pacato e dolce che la rende un gigante: " quel viso diventato piccolo, non so se l'ho detto o l'ho pensato: tutto il male del mondo si è riversato su di lui.."
Gli assassini sono stati identificati in alti funzionari del servizio di sicurezza egiziano : il generale Tariq Sabir, i colonelli Ibrahim ed Helmi, il maggiore Sharif.
Tutti assenti al processo.
Ma Giulio è lì che racconta con la madre e il padre, con l'avvocato, con tutti i testimoni quello che gli è successo.
Stupito di fronte a " Tutto il male del mondo", innocente di fronte alle malignità, a cattiverie e depistaggi.
Dove c'è dittatura c'è morte.
Il film fa rivivere la voglia di vivere di Giulio, la sua giovinezza cristallizzata dal regime di Mubarak. 
La straordinaria colonna sonora di Piernicola Di Muro rende il film asciutto e rigoroso pur sottolineandone la drammaticità.
Evento speciale, nelle sale il 2/3/4 febbraio, il film dovrebbe essere proiettato nelle scuole.
Al box office al 4 /02/ 26 è 6° con un incasso di 195.509 euro e 28.213 presenze.


Un gran bel film!






 


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