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Primavera

 " Primavera" il bel film di Damiano Michieletto, racconta non solo un periodo della vita di Antonio Vivaldi, chiamato ad insegnare musica al Pio Ospedale della Pietà a Venezia, ma racconta anche le vicende delle ragazze ospiti dell' Ospedale, tutte orfane, che vengono indirizzate alla musica.
Cosa significa essere orfane, portarsi per sempre dentro di sè l'abbandono di chi ti ha dato la vita, cercare e sperare che un giorno questa madre si faccia viva, cercare il ricongiungimento attraverso una immagine spezzata a metà e lasciata sulle fasce del bambino o bambina abbandonata?
Salvati con la "ruota" il marchingegno posto fuori dalle chiese, dove venivano posti da chi non voleva o non poteva tenerli con sè, i bambini venivano accolti da mani pietose, all'interno della Chiesa ( famosa la ruota dell'Annunziata a Napoli).
Una ferita che non si rimargina mai.....
Questo accade a Cecilia, un'intensa Tecla Insolia, che trova nella Musica, nel suonare il violino, la sua consolazione, il suo riscatto.
L'arrivo di Antonio Vivaldi, l'immenso musicista, interpretato con grande bravura da Michele Riondino,  nell'Ospedale, prete un pessime condizioni economiche, è una svolta per Cecilia. Il Maestro scorge subito nella fanciulla un talento particolare nel suonare il violino che non le viene da un particolare tecnica, ma dall'anima : " Tu non suoni per essere lodata, è questa la differenza con le altre..." le dirà Vivaldi che la nomina primo violino.
Un imperativo dell'anima, quindi, non un bisogno di sentirsi dire "brava", per Cecilia.
Vivaldi crea un'orchestra straordinaria con le ragazze dell'Ospedale che si esibiscono davanti ad un pubblico incantato, con il volto nascosto da una maschera.
Cecilia è promessa al nobile Sanfermo, un sempre bravo Stefano Accorsi, una volta sposata smetterà di suonare, destino che accomuna tutte le ospiti dell'Ospedale.
Ma la passione della Musica è forte in Cecilia, ribelle e anticonformista non vuole sposarsi....
E cominciano i guai per Cecilia.
Ma la Musica non le esce dall'anima, come la sua sete di libertà.
" La musica non conta niente, ma può fare tutto...." le dirà ancora Vivaldi che improvvisa spettacolari duetti con l'allieva prediletta.
Con una regia perfetta di Michieletto e l'intensa e accurata  fotografia di Daria D'Antonio, lo spettatore vive la musica con particolare forza e profondità, così come viene coinvolto dalla sete di libertà di Cecilia che " vuole inventarsi la vita...."
In quegli anni, siamo nel XVIII secolo, Vivaldi comporrà "Le quattro stagioni", il capolavoro che regalerà al mondo forse sostenuto dal rapporto creatosi con Cecilia.
Il film è tratto dal romanzo di Tiziano Scarpa, Premio Strega nel 2009, "Stabat Mater".
Bravissimi Andrea Pennacchi, il governator, che decide le sorti delle ragazze dell'ospedale e Fabrizia Sacchi, la Priora. 
Le musiche originali di Fabio Massimo Capogrosso accompagnano il film e ne sottolineano la bellezza.
Damiano Michieletto conosce bene la musica, ha realizzato diverse opere al Teatro della Scala, al Teatro La Fenice di Venezia..... e trasmette allo spettatore con sensibilità e profondità la forza della Musica, la sua capacità di essere ribelle, consolatoria e scopritrice di anime.
"Primavera", uscito nelle sale il 25/12/2025ha incassato 1.533.740, con 213.811presenze ed è al 7° posto del Box office, al 7/01/26.



Un gran bel film!








 

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