"Jazz & Jazz" il bel libro di Franco Fayez, musicologo, giornalista, critico musicale, edito da Laterza, non è solo un libro per gli amanti del jazz, ma appassiona anche chi è digiuno di questa particolare musica.
Earl Hines, Joe Venuti, Stan Kenton, Kenny Clarke....
Sono i primi nomi delle interviste realizzate da Fayez, intorno alla fine degli anni '70, raccolte poi nel libro pubblicato nel 1981, e subito entri nell'atmosfera del jazz, quello che ha significato e prodotto.
Libertà, unione.....
"Come si suonava con Armstrong negli anni venti?" chiede Fayez ad Earl Hines.
"In quell'epoca nessuno era "più grande" di un altro. Si era tutti amici e non si era consapevoli che si stava facendo qualcosa di molto importante. Louis nei vari brani, suonava un pò, poi lasciava suonare me, poi qualcun altro e così via ".
Fayez riesce a trasmettere la curiosità e l'amore verso il jazz: chi suona questa musica, forse, cerca l'anima, quasi a strapparle segreti sconosciuti, e vuole condividere questa ricerca, questo amore, come un voler strappare una verità, una bellezza che è dentro di noi.
Fayez si addentra in particolari anche più tecnici, ma poi si apre a domande che interessano tutti.
Esiste una superiorità dei neri rispetto ai bianchi nel suonare la musica jazz?
Le risposte sono opposte.
Lo scrittore ricorda l'apporto di Clarke al jazz ".... con lui è iniziato un processo che, vent'anni dopo, ha portato la batteria a diventare uno strumento di pari importanza rispetto agli altri dell'orchestra..."
La spontaneità delle interviste, che a volte vengono fatte in treno o davanti ad un caffè in un bar, fanno entrare il lettore in un mondo magico
Gerry Mulligan, Lennie Tristano, Max Roach...
I nomi si susseguono.
E cos'è il jazz : musica americana o afro americana?
E la politica? Quanto la musica jazz "è" politica?
E ancora Betty Carter, forse "la più grande cantante di jazz" come la definisce l'Autore e Ornette Coleman "il compositore che suona" e che passa dal saxofono al violino, alla tromba cercando... cercando chissà quale nota, quale suono che possa arrivare all'anima di chi lo ascolta.
Dewey Redman, Keith Jarrett, lo straordinario pianista che scopriamo nell'intervista di Fayenz aver paura della celebrità: " Ho paura di quando sarò celebre, se mai lo sarò, perchè potrei perdere il senso delle proporzioni..."
Diventerà un pianista di fama internazionale.
Condivisione e ancora Libertà.
Le parole che accompagnano il jazz.
Sam Rivers, Sun Ra, Andrew Cyrille, Abdullah Ibrahim (Dollar Brand), Martial Solal, Friederich Gulda.....
" Il jazz è nato dai work songs delle piantagioni e dagli spirituals..." sostiene Sam Rivers.
Il jazz come preghiera, il jazz che rende cittadini del mondo....
Il jazz che cambia il proprio modo di essere...
Il jazz che entra nell'anima del lettore come un grido di libertà.
Le foto di Roberto Masotti, uno dei più grandi fotografi musicali, grande appassionato del jazz, fotografo ufficiale della Scala di Milano, sono straordinarie: quel bianco e nero che accompagna più del colore, sottolineano il tormento e l'estasi di chi appartiene al jazz, incorniciano e completano " Jazz & Jazz".
Un gran bel libro!

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