Passa ai contenuti principali

Tre Australiane a Roma....

La giornata è primaverile. 
Alla fermata dell'autobus alzo istintivamente il viso verso il sole, è piacevolmente caldo, ed un venticello che non abbandona Roma in questo mese di Maggio, rende la temperatura perfetta.
Una voce mi distrae dal godermi il tepore:
" Mi scusi, signora, questo autobus porta a piazza Venezia?" un inglese chiaro e semplice mi porta a voltarmi verso la voce. Appartiene ad una donna sui 55 anni, cappello in testa a larghe falde, di un rosso sfavillante, pantaloni e blusa non proprio in tinta, ma coloratissimi, un sorriso largo.
L'accompagnano altre due donne, vestite più o meno uguali, la corporatura ben piazzata, ispirano simpatia e allegria vestite così colorate.
"Si, signora, è la fermata giusta".
Rasserenata, si volta trionfante verso le compagne: "non abbiamo sbagliato, è quella giusta!"
Le due donne, che aspettavano la risposta quasi un pò timorose, si avvicinano sorridenti.
La prima signora ha voglia di chiacchierare:
"Roma è veramente straordinaria....."
"Si è vero, da dove arrivate?" rispondo quasi per educazione, vorrei continuare a volgere il viso verso il sole in attesa dell'autobus, ma l'entusiasmo della signora mi coinvolge.
"Dall'Australia" mi dice con entusiasmo "la conosce"?
"No" rispondo " non ci sono mai stata".
Il sorriso della signora si allarga " è proprio bella....ma Roma è incantevole.."
Ha decisamente voglia di chiacchierare,.
La simpatia e l'inglese semplice avviano una conversazione.
"Sa, sognavamo questo viaggio da quando ci siamo conosciute, insegniamo nella stessa scuola e Roma era una meta irraggiungibile per molte ragioni, soldi, le famiglie da accudire. Non siamo sposate, nessuna delle tre, ma abbiamo dovuto accudire i nostri genitori.
Poi, l'occasione.
Un incontro casuale con un collega italiano che era venuto in vacanza da noi, nasce un'amicizia e ci invita a trascorrere una vacanza da lui, che, con la moglie, abita in una casa poco lontano dal centro di Roma....."
Si inceppa, non ricorda il nome del quartiere, chiede aiuto alle amiche:
" Si si vicino all'Università.. La Sapienza? " Cerca una conferma all'italiano imperfetto....
Annuisco..
" Siamo entusiaste, non facciamo altro che girare e vedere posti incredibili.....ma quello che ci apre il cuore è l'ospitalità del nostro amico e di sua moglie..."
Le si inumidiscono gli occhi.
Rimango sorpresa. 
Il desiderio di condividere una gioia, una gioia profonda, aver incrociato l'Amicizia ed il dono inaspettato e raro dell'ospitalità.
L'autobus arriva...saliamo, ma la folla ci divide, ci salutiamo con la mano e faccio in tempo a sentire: " grazie, anche lei è ospitale...."
Pochi minuti, una breve conversazione, ma la sensazione che l'importanza dell'ospitalità spesso è dimenticata.
La signora, grata di averla trovata insieme alle amiche, sente il bisogno di comunicarla ad una sconosciuta, quasi a volerne sottolineare il valore.
Mi volto ancora e intravedo i colorati cappelli delle signore che accompagnano il movimento dell'autobus.
La felicità è semplice.



Commenti

Post popolari in questo blog

Alla riscoperta del grande cinema a Fregene : la casa di Federico Fellini

  Percorriamo in bicicletta, Monica ed io, i vialetti di Fregene, alla ricerca della casa di Federico Fellini e Giulietta Masina, in Via Portovenere. Eccola! C'è un pò di emozione in noi, perchè tutto quello che riguarda il grande Maestro emoziona ed immaginare che, in un periodo della sua vita, abbia vissuto in questa casa, passeggiato nel giardino, pensato i suoi magici film, creato i suoi disegni ci fa muovere quasi con circospezione al di là del cancello, come se il Maestro fosse ancora lì e noi lo potessimo disturbare. Federico Fellini e Giulietta Masina misero su questa casa nel 1961, come racconta la stessa Masina a Costanzo Costantini. La grande coppia si innamorò di Fregene verso la fine degli anni cinquanta e decisero di comprarsi la casa dove trascorsero periodi sempre più lunghi. Diventata troppo piccola, perchè "affollata" dai moltissimi amici del mondo del cinema, nel 1966, comprarono un terreno dove costruirono una grande villa a due piani a Via Volosca 1...

BUONA SANITA': cronaca di un intervento chirurgico all'Ospedale Sant'Eugenio

Arrivo all'ospedale Sant'Eugenio di Roma con un po' di timore perché quando si entra negli ospedali non si sa mai quello che si può trovare, troppi episodi di malasanità ci hanno messo sul chi va là ed invece...Mi hanno chiamata per fare le analisi in vista di un intervento all'occhio ( cataratta). Puntuale alle 7.20 ( mi avevano detto 7,30) sono davanti alla stanza 12 del Reparto Oculistica diretto dal Prof. Romolo Appoloni. In un corridoio si aprono le stanze dove veloci e professionali infermiere ti chiamano, dopo averti dato l'apposito numeretto, per il prelievo del sangue, l'elettrocardiogramma e la visita oculistica. Mentre un paziente fa il prelievo, un altro esegue l'elettrocardiogramma e un altro ancora la visita oculistica. Tutto si svolge all'insegna dell'ordine e dell'organizzazione. Alle 8 ero fuori dall'ospedale notando come questa efficienza avesse trasmesso tranquillità, non solo a me, ma a tutti i pazienti, che comunque dov...

Matteo: un giovane "reporter"

Matteo Iacopini ha 15 anni, negli occhi la luce di un'intelligenza vivace, ma anche i barlumi di una fanciullezza appena lasciata : scuri e vivaci, scrutano l'intervistato, pronto ad ascoltare e, se è il caso, a ribattere. Sì perchè Matteo ha una passione, intervistare, raccontare: vuole essere un reporter. Ha cominciato per gioco a 13 anni,  andando con gli amici a Ponte Milvio, anzi a Ponte " Mollo" come lo chiama lui e i "vecchi" romani, quelli proprio "de Roma" e facendo le sue prime interviste. E adesso " per Matteo è diventato un lavoro" mi racconta il padre, l'Avvocato Luca Iacopini, da lui Matteo ha ereditato l'acutezza e la rapidità, ma sicuramente anche la mamma Valentina Temperini ha messo del suo in un figlio così "speciale". Studia, ma quel correre a cercare le curiosità, i pareri dei suoi coetanei  e dei passanti sui più diversi argomenti è diventata la parte centrale della sua vita, Matteo si considera un ...