"Che cos'è il futuro di cui parla sempre papà?" chiede Benin alla madre un pomeriggio sedendosi sul letto mentre lei continua a fare e disfare la valigia per il viaggio"
In questa frase del bel libro "L'ultimo bisonte" di Annalisa Camilli, giornalista scrittrice, lavora al settimanale "Internazionale", edito da La Nuova Frontiera Junior, è racchiusa la bellezza e la profondità del libro.
"L'ultimo bisonte" è un libro per bambini, ma non solo. Racconta la tragedia di chi affronta un viaggio per l'impossibilità di vivere nel proprio paese, mischiato alle favole che i bambini ascoltano durante il cammino, rendendolo una poesia ed un insegnamento di vita.
Ismail, sua moglie Anin, incinta, vicina al parto, i loro tre figli, Benin, Zahra e Malek, lasciano la loro casa, il cane, l' affetto e il calore dei nonni, nella speranza di un futuro migliore.
Comprano, legalmente, un biglietto d'aereo che dovrebbe portarli verso la salvezza, ma si trovano a dover attraversare a piedi la foresta di Bialowieza, al confine fra la Polonia e la Bielorussia per imprevisti e improvvisi inganni.
Annalisa Camilli, con una scrittura lieve e acuta, intreccia il mondo degli adulti e quello dei bambini.
La forza e il coraggio dei grandi e lo stupore e l'ingenuità dei piccoli si mescolano in una saggezza che accomuna entrambi, rendendo il libro una favola nelle favole.
Ed ecco che Ismail, tenendo per mano Benin, mentre gli altri bambini camminano accanto, racconta di bisonti che vivevano in quella foresta, una delle più antiche del mondo, bella e oscura: " Immagina delle grandi mucche pelose, con gli occhi che sembrano umani.....Possono pesare anche novecento chili.." spiega ad un Benin incantato, che non sa cosa siano quegli animali....
Racconta di Hans, il bambino che sapeva capire il linguaggio degli animali, di civette, per superare la difficoltà del cammino, il freddo e distrarli dalla paura.
Camilli rende il libro prezioso con la sua profondità :
"La felicità e il desiderio della felicità spesso coincidono...." dice la nonna, per incitare i bambini riottosi al viaggio, non vogliono lasciare i loro giochi, il cane Psadar, la loro casa, i nonni.
La scrittrice, con particolare sensibilità, con una scrittura leggera ed incisiva, sembra rendere superabili le brutture e le difficoltà della famiglia durante il viaggio, con l'incanto dello stupore dei bambini.
E i grandi, leggendo il libro ai piccoli, si immergono nella foresta, insieme a Ismail, Anin ed ai bambini, che superano i momenti difficili aiutati dalla" gente comune", perchè è lì che l'umanità si annida.
La storia è una storia vera.
L'Autrice racconta, nelle note finali del libro, di aver incontrato Ismail, Anin, Benin, Zahra, Malek, alla Caritas di Bialystok. in Polonia dove ha ascoltato la loro storia.
Le belle illustrazioni di Irene Penazzi, illustratrice romagnola, accompagnano il lettore nel "viaggio" di "L'ultimo bisonte" sottolineandone la poesia e la bellezza.
Un gran bel libro!
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