Il desiderio di lavorare bene in un'atmosfera serena coincideva con la voglia di stabilire rapporti distesi fuori dall'ambiente del lavoro. Fui invitata , in quegli anni , ai "famosi" Capodanni in casa Giordani. Brando e la moglie Silvia festeggiavano il primo dell'anno aprendo con signorilità la bella casa sulla Via Camilluccia, circondata da un grande giardino, alla loro numerosa famiglia, ad amici e ai collaboratori più stretti Guido Sacerdote, Paolo Giaccio, Mauro Bolognini, Emilio Ravel per nominarne alcuni.
La famiglia di Brando era composta dai fratelli Sergio, regista di notevole bravura e di grande simpatia, Mario, medico, Bonizza , storica della moda , scrittrice . Numerosa anche quella di Silvia Sammaritani : cinque sorelle che vivevano ognuna in una villa nel grande parco con la propria famiglia . La particolarità della famiglia Giordani era l'accoglienza, l'interesse per l'ospite non era mai formale , anche se la conoscenza non era di lunga data, il desiderio di conoscere l'altro era una caratteristica di chi affollava la serata. L'ospitalità di Silvia, semplice ed elegante, era un appuntamento imperdibile perché si mischiavano la familiarità, ma anche l'ironia intelligente : quel saper ridere che rende la vita più lieve.
Stessa ospitalità ho goduto a Porto Santo Stefano, all'Argentario. Andavo in vacanza a Talamone, poco lontano e ci siamo scambiati visite "balneari" con la semplicità della stima e dell'amicizia. La libertà del mare e delle vacanze nulla toglieva al rispetto reciproco, anzi lo cementava: saper stare insieme con allegria ci faceva lavorare meglio…..
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